Le Agane delle Mirische
Di tanto in tanto ho la necessità di dedicarmi a qualcosa di diverso dalle fatine ma il periodo di pausa dura poco e presto sento una forte esigenza di tornare da loro e così, in questi giorni, ho iniziato un nuovo lavoro.
Era da un po' che ci pensavo, dopo essere venuta a conoscenza di una antica leggenda del paese in cui vivo.......Li Aganis da li Miriscis o Li Fadis da li Miriscis. (in friulano).
Le Agane si trovano in diverse leggende del Friuli e del nord- est d'Italia, la loro credenza, da come mi hanno raccontato, deriva dagli antichi romani che a loro volta le avevano assimilate dalle popolazioni di origine celtica presenti in zona.
Le Agane sono degli spiriti d'acqua e vengono descritte da alcuni come bellissime e giovani ninfe, da altri come vecchie streghe o megere ma dall'animo buono, altri come delle figure femminili per metà donne e per metà serpi o con le zampe di capra e da altri ancora come delle fate d'acqua dai capelli rossi o biondi.
Una cosa in comune a tutte le leggende è che indipendentemente dalla forma da loro assunta vivevano a stretto contatto con l'acqua e portarono alla popolazione del posto la conoscenza della lavorazione della canapa e del lino.
Altra cosa in comune in molte delle leggende è il fatto che c'è sempre una bellissima agana che si innamora di un giovane del posto ma che ha sempre una conclusione triste come avviene anche in quella del paese in cui vivo.
La storia narra che in una località di Casarsa ..Le Mirische (in friulano li Miriscis), nei pressi di una roggia con acque limpide e cristalline, vivesse una piccola comunità di fate che uscivano solo all'imbrunire a lavare e sbiancare il lino e la canapa.
Se qualcuno si avvicinava per spaventarle o per farle qualche dispetto, esse sparivano a nascondersi ma se invece si passava oltre senza volerle inseguire o fingendo di non guardarle esse continuavano il loro lavoro.
Una sera d'estate, nel periodo del fieno, un giovane contadino che si era attardato nei campi....................................................
Il resto della storia non ve la posso raccontare tutta adesso ma vi lascerò un po' di suspence e ve la racconterò quando riuscirò a finire la mia fata......sempre che ci riesca!!



Era da un po' che ci pensavo, dopo essere venuta a conoscenza di una antica leggenda del paese in cui vivo.......Li Aganis da li Miriscis o Li Fadis da li Miriscis. (in friulano).
Le Agane si trovano in diverse leggende del Friuli e del nord- est d'Italia, la loro credenza, da come mi hanno raccontato, deriva dagli antichi romani che a loro volta le avevano assimilate dalle popolazioni di origine celtica presenti in zona.
Le Agane sono degli spiriti d'acqua e vengono descritte da alcuni come bellissime e giovani ninfe, da altri come vecchie streghe o megere ma dall'animo buono, altri come delle figure femminili per metà donne e per metà serpi o con le zampe di capra e da altri ancora come delle fate d'acqua dai capelli rossi o biondi.
Una cosa in comune a tutte le leggende è che indipendentemente dalla forma da loro assunta vivevano a stretto contatto con l'acqua e portarono alla popolazione del posto la conoscenza della lavorazione della canapa e del lino.
Altra cosa in comune in molte delle leggende è il fatto che c'è sempre una bellissima agana che si innamora di un giovane del posto ma che ha sempre una conclusione triste come avviene anche in quella del paese in cui vivo.
La storia narra che in una località di Casarsa ..Le Mirische (in friulano li Miriscis), nei pressi di una roggia con acque limpide e cristalline, vivesse una piccola comunità di fate che uscivano solo all'imbrunire a lavare e sbiancare il lino e la canapa.
Se qualcuno si avvicinava per spaventarle o per farle qualche dispetto, esse sparivano a nascondersi ma se invece si passava oltre senza volerle inseguire o fingendo di non guardarle esse continuavano il loro lavoro.
Una sera d'estate, nel periodo del fieno, un giovane contadino che si era attardato nei campi....................................................
Il resto della storia non ve la posso raccontare tutta adesso ma vi lascerò un po' di suspence e ve la racconterò quando riuscirò a finire la mia fata......sempre che ci riesca!!




Il viso della tua fatina è stupendo, Anna...
RispondiEliminaAspetto di leggere il seguito della storia e di seguire il tuo wip ^___*
Adoro le storie sulle fate! Sono curiosa di vedere come deciderai di fare la tua fata, per il momento il visino mi piace, il profilo è molto particolare.
RispondiEliminaGrazie Dona, cercherò di essere veloce a finirla così vi racconto il seguito della storia!
RispondiEliminaGrazie Cerchio, ci ho pensato a lungo come farla ma alla fine incontravo sempre alcune difficoltà e così ho optato per una posizione semplice senza grosse pretese.
Ma che bello Anna...sono senza parole. E questa leggenda...fantastica!
RispondiEliminaGrazie Sara!
RispondiEliminaHay,
RispondiEliminaYour blog is so lovely.
And your dolls are amazing.
Please take a look into my world.
Groetjes..Marijke
www.marijkevanooijen.blogspot.com
O.O..che curiosità mi hai messo!!!!!!!!!!!!!!!!!ah...bello il volto!!!
RispondiEliminaThank you Marijke...welcome in my blog!
RispondiEliminaGrazie Marianna, sto cercando di mandare avanti velocemente il lavoro in modo di raccontarvi il resto!
Anna è incantevole!!!
RispondiEliminayou blog is very lovely and your dolls are fantastic!
RispondiEliminahave a wonderful week
Astrid
Grazie Dany!
RispondiEliminaThank you Astrid...have a wonderful week too and welcome in my blog!
oohhh.. appena ho letto la parola Agane mi ha suonato familiare... :-) anch'io sono friulana, ed ho tanti parenti in Australia, è strano ma le leggende e le storie della propria terra vengono conservate meglio da chi è emigrato, perchè porta le origini nel cuore e le custodisce come un tesoro :-)
RispondiEliminacomplimenti per tutto Anna, sei bravissima!
Ma dai che coincidenze!!
RispondiEliminaSei una friulana con parenti in Australia ad averlo fatto apposta non ci si sarebbe riuscite!!
E' proprio vero, pensa che qui in paese quasi nessuno è più a conoscenza di questa leggenda ed è un vero peccato perdere delle storie così belle!